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Teatro d'appartamento
L'idea

Alzi la mano chi va a teatro… Ok, può bastare. Le mani alzate sarebbero poche, molto poche, in risposta a un invito come questo.
La realtà è sotto gli occhi di tutti: il teatro è frequentato da una assoluta minoranza di persone. Ma quel che è peggio è che la cosa sembra normale, e più nessuno se ne stupisce.
Eppure non è sempre stato così: basta andare in un antico teatro greco che i secoli non sono riusciti a distruggere, o vedere un film ambientato nell'Inghilterra elisabettiana (e shakesperiana), per rendersi conto che v'è stato un tempo in cui il teatro era una forma di divertimento e di intrattenimento (e di cultura) assolutamente popolare, e per nulla d'elitè.
Poi il teatro è cambiato e la società ancor di più, qualcuno ha inventato il cinematografo, qualcun altro persino la televisione … e siamo arrivati alle poche mani alzate di oggi.
Ma noi crediamo che tutto questo rappresenti un impoverimento: se più persone frequentassero il teatro, se più donne e uomini godessero ogni tanto di uno spettacolo teatrale, se davanti ai palcoscenici ci fosse un pubblico più numeroso, ciascuno di noi, e dunque la società, sarebbe migliore.
Di poco, forse. Ma migliore.
E se provassimo a farci ispirare dal vecchio adagio (modificato per l'occasione)? Se gli spettatori non vanno a teatro, il teatro va dagli spettatori!

 

L'iniziativa

L'iniziativa è, in sé, molto semplice: rappresentare uno spettacolo teatrale in un condominio, ovvero in un appartamento privato o, meglio, nello spazio comune di un palazzo.
Ovviamente si tratta di spettacoli con pochi interpreti e con scenografie estremamente essenziali, ma non per questo più poveri. E altrettanto ovviamente il pubblico non può superare qualche decina di persone. Ma proprio queste caratteristiche, anziché rappresentare dei limiti, possono essere un punto di forza e di qualificazione dell'iniziativa, proponendo un tipo di teatro in cui forte appare la dimensione di scambio tra attori e spettatori che sempre ne costituisce una caratteristica fondamentale e precipua.
Gli spettacoli potranno essere scelti all'interno di un catalogo, che per il momento prevede i seguenti titoli:

  • « Il terzo Riccardo» , dal “Riccardo III” di Shakespeare
  • « Il Signor di Bergerac» , dal “Cirano di Bergerac”, di Edmond Rostand
  • « Per non parlar del cane» , da “Tre uomini in barca”, di Jerome K. Jerome
  • « Shakesperiamo che tutto vada bene» , commedia dialettale

Sono inoltre disponibili spettacoli e letture per ragazzi.

Si badi bene: si tratta di spettacoli proposti anzitutto a coloro che risiedono in quel condominio. Non si vuole cioè rappresentare uno spettacolo nella casa di chi normalmente già va a teatro, che a sua volta invita amici che a loro volta sono frequentatori abituali di sale.

Allo stesso modo, occorrerà fare in modo che la rappresentazione teatrale rimanga la ragione del riunirsi, e non un semplice pretesto per ritrovarsi e socializzare (anche se la creazione di luoghi di ritrovo amicale è una possibile conseguenza .affatto disprezzabile dell'iniziativa). Detto in altri termini: il “padrone di casa” non dovrà affatto sentirsi obbligato ad offrire da bere ai suoi ospiti, e tutto potrebbe (dovrebbe, addirittura) concludersi alla calata del sipario (soltanto virtuale, visto l'ambiente).